Il panorama giuridico della cittadinanza italiana ha subito una trasformazione radicale senza precedenti nella storia repubblicana d’Italia: l’attuale governo ha chiuso le porte della Patria dei loro antenati ai discendenti degli italiani. Per decenni, il principio dello iure sanguinis è rimasto un pilastro quasi inamovibile, consentendo a generazioni di discendenti di emigranti italiani in tutto il mondo di rivendicare il proprio legame con la patria dei loro antenati senza limiti generazionali. Tuttavia, l’entrata in vigore del Decreto Legge 36/2025, del 28 marzo 2025, successivamente convertito con modifiche nella Legge 74/2025 il 23 maggio 2025, ha oltrepassato i limiti della legalità, con effetto retroattivo su diritti acquisiti fin dalla nascita, instaurando barriere generazionali, discriminando gli italo-discendenti in diverse classi di cittadini e limitando il diritto di sangue solo ai figli e ai nipoti di persone con cittadinanza esclusivamente italiana, riconoscendo arbitrariamente il “legame effettivo” solo a queste due generazioni. Il Decreto 36/2025, noto anche come «decreto Tajani» o «Decreto della Vergogna», in riferimento all’attuale Ministro degli Affari Esteri italiano e al suo vergognoso contenuto. La comunità degli italo-discendenti che vive in diverse parti del mondo è ferita; i suoi membri condividono il dolore e l’impotenza di fronte all’ingiustizia del governo italiano. In questo contesto di crisi dei diritti acquisiti fin dalla nascita e delle legittime aspettative, nonché di necessità di aiuto e sostegno, nasce l’Associazione Unione dei Discendenti di Italiani nel Mondo (A.U.D.I.M.), un’organizzazione chiave nella lotta civile per i diritti degli italo-discendenti con sede a Roma, la capitale italiana.
Evoluzione legislativa e cambiamento di paradigma nella cittadinanza italiana
Per comprendere l’impatto della normativa attuale, è indispensabile analizzare il quadro giuridico in vigore fino al 28 marzo 2025. La cittadinanza italiana si è basata sulla trasmissione per via di sangue, da padre in figlio, di generazione in generazione, regolata successivamente dal Codice Civile del 1865, dalla Legge 555 del 1912 e dalla Legge 91 del 1992. Questo sistema consentiva a un discendente di italiani nato all’estero di essere riconosciuto come cittadino italiano, a condizione che potesse dimostrare una linea ininterrotta di discendenza da un antenato italiano che non avesse rinunciato alla propria cittadinanza prima della nascita del suo discendente diretto.
Il Governo italiano, emanando il Decreto Legge 36/2025, dopo aver offeso in vari modi la diaspora italiana, ha giustificato questa misura di necessità e urgenza adducendo una “crescita continua ed esponenziale” di potenziali cittadini residenti all’estero che, possedendo altre nazionalità, erano privi di legami effettivi con la Repubblica. Secondo la motivazione del decreto, questa situazione rappresentava un rischio per la sicurezza nazionale.
Cronologia della riforma e del suo consolidamento
La rapidità con cui è stata attuata questa riforma sottolinea la determinazione politica a porre fine al ciclo dello iure sanguinis illimitato.
| Tappa legislativa | Data dell’azione | Descrizione ed effetto giuridico |
| Data limite retroattiva | 27 marzo 2025 | Termine ultimo affinché le richieste siano regolate dalla normativa precedente. |
| Emanazione del Decreto Legge 36/2025 | 28 marzo 2025 | Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale con efficacia immediata delle restrizioni. |
| Approvazione parlamentare, il Decreto è diventato Legge. | 20 maggio 2025 | La Camera dei Deputati approva definitivamente la conversione in legge. |
| Promulgazione della Legge 74/2025 | 23 maggio 2025 | Entrata in vigore ufficiale del nuovo regime permanente di cittadinanza. |
| Fondazione dell’A.U.D.I.M. | 4 luglio 2025 | Costituzione formale dell’ associazione con sede a Roma dopo l’ entrata in vigore della legge |
| Udienza presso la Corte Costituzionale | 11 marzo 2026 | La legge 74/2025 è stata portata dinanzi ai tribunali della Corte Costituzionale, dal giudice di Torino, per essere esaminata in merito al suo contenuto contrario ai principi costituzionali. |
| Comunicato stampa della Corte Costituzionale | 12 marzo 2026 | La Corte costituzionale ha emesso un comunicato manifestando una risposta negativa alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge 74/2025. |
L’Unione dei Discendenti di Italiani nel Mondo (A.U.D.I.M.): Esistenza giuridica e registrazione
L’Unione dei Discendenti di Italiani nel Mondo (A.U.D.I.M.) non è solo un movimento che lotta e rivendica, ma un’entità dotata di esistenza giuridica e registrazione ufficiale in Italia. La sua creazione risponde alla necessità di dotare di una struttura giuridica formale la difesa dei diritti dei discendenti nei confronti dello Stato italiano.
Identità Corporativa e Costituzione
Nome Ufficiale: Associazione Unione dei Discendenti di Italiani nel Mondo (A.U.D.I.M.).
Data di Costituzione: 4 luglio 2025. Questa data è simbolica e strategica, poiché cade appena 42 giorni dopo la promulgazione della Legge 74/2025, il che ne segna l’origine come risposta diretta alla legislazione.
Sede legale: Roma, Italia. L’istituzione della sede nella capitale italiana è fondamentale per facilitare il dialogo con i Ministeri (Interni ed Esteri), il Parlamento e gli altri organismi centralizzati nella metropoli.
Leadership: La presidenza è ricoperta da Ailen Acevedo. La sua leadership si contraddistingue per un approccio incentrato sull’informazione e sulla mobilitazione internazionale, attraverso il coordinamento di incontri con sociologi esperti, membri dei COMITES (Comitati degli Italiani all’Estero) e parlamentari. Diffusione di questa problematica e reclami al governo attraverso i mass media e i social network, fungendo da portavoce di migliaia di persone colpite da questa vergognosa legge.
Natura giuridica e obiettivi dichiarati
In quanto associazione registrata in Italia, l’A.U.D.I.M. opera nell’ambito del Terzo Settore (probabilmente come APS – Associazione di Promozione Sociale), il che le consente di rappresentare interessi collettivi in procedimenti giudiziari e amministrativi. Il suo statuto e i suoi obiettivi pubblici si concentrano su:
- Riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis: difendere la validità del diritto di sangue come pilastro dell’identità nazionale, senza le limitazioni imposte dalla nuova legge.
- Lotta contro l’ingiustizia del “Decreto della vergogna” 36/2025 convertito nella Legge 74/2025: denunciare le conseguenze umane e giuridiche della Legge 74/2025, specialmente per quegli emigranti di origine italiana che avevano già investito i propri risparmi e venduto tutte le loro proprietà nel paese d’origine per trasferirsi a vivere in Italia.
- Visibilità globale della causa: creare una rete di comunicazione che si estenda dall’Italia a tutte le comunità della diaspora per denunciare la «privazione dei diritti» dinanzi agli organismi internazionali.
Analisi tecnica della Legge 74/2025: la fine della cittadinanza senza limiti generazionali
La Legge 74/2025 introduce l’articolo 3-bis nella Legge 91/1992, modificando in modo sostanziale la presunzione di acquisizione della cittadinanza per i nati all’estero. A partire da questa riforma, il riconoscimento automatico della cittadinanza iure sanguinis non è più considerato un diritto intrinseco che risale al momento della nascita senza condizioni aggiuntive.
Limiti generazionali e grado di parentela
La legge 74/2025 introduce l’articolo 3-bis nella legge 91/1992, modificando in modo sostanziale la presunzione di acquisizione della cittadinanza per i nati all’estero. A partire da questa riforma, il riconoscimento automatico della cittadinanza iure sanguinis non è più considerato un diritto intrinseco che risale al momento della nascita senza ulteriori condizioni.
La riforma stabilisce che la cittadinanza italiana per discendenza sarà riconosciuta automaticamente solo se è soddisfatto uno dei seguenti requisiti generazionali:
- Il richiedente ha un padre o una madre (naturale o adottivo) che sia esclusivamente italiano, senza altra nazionalità.
- • Il richiedente ha un nonno o una nonna (ascendente di primo grado dei genitori) che sia esclusivamente italiano, senza altra nazionalità.
Questo limite di secondo grado (fino ai nonni) rappresenta una drastica rottura per coloro il cui legame con l’Italia risale ai bisnonni o ai trisavoli e il cui accesso è stato condizionato o bloccato.
L’impatto procedurale e l’inversione dell’onere della prova
Un altro aspetto contro cui si batte l’A.U.D.I.M. è la modifica delle norme procedurali. A partire dalla Legge 74/2025, l’onere di dimostrare i «fatti negativi» – come ad esempio che nessun ascendente in linea diretta abbia rinunciato alla cittadinanza o si sia naturalizzato prima di trasmetterla – ricade interamente sul richiedente. Inoltre, è vietato l’uso di giuramenti o testimonianze, richiedendo una prova “esclusivamente documentale” di estrema rigore.
La leadership di Ailen Acevedo e la risposta alla diaspora
La presidente Ailen Acevedo è stata una delle prime a denunciare la situazione di “irregolarità sopravvenuta” che affligge molti discendenti, in particolare argentini, che si trovano in Italia dopo aver venduto i propri beni nel paese d’origine per avviare la procedura ai sensi della vecchia legge e che ora si trovano in un limbo giuridico.
Azioni dell’A.U.D.I.M. di fronte alla legge
Sotto la guida di Ailén Acevedo, l’associazione ha messo in atto una strategia su tre livelli:
- Dialogo con i COMITES e il CGIE: collaborazione con i presidenti dei COMITES (come Alberto Becchi) per convogliare le richieste degli italiani all’estero verso il Parlamento.
- Consulenza legale con l’avvocato Domenico Ruoppolo, informazione sulla portata della Nuova Legge e assistenza in casi particolari relativi alle pratiche di cittadinanza: Informazioni ai soci su come soddisfare i nuovi requisiti di legge, aggiornamenti e novità sugli avvenimenti relativi ai diritti interessati, possibilità e prospettive, e aiuto alle persone rimaste bloccate sul territorio italiano a causa dell’improvviso Decreto Legge 36/2025 convertito in Legge 74/2025.
- Battaglia giudiziaria: sostegno nella presentazione di ricorsi che contestano la retroattività della norma, un punto che continua a essere oggetto di dibattito nei tribunali italiani.
- Visibilizzazione della situazione attuale degli italo-discendenti sfollati dalla Nuova Legge sulla cittadinanza, ai quali sono stati revocati i diritti, attraverso diversi mezzi di comunicazione: TV, radio, giornali, riunioni su Meet e social network.
Conclusione: Il ruolo dell’A.U.D.I.M. nel nuovo scenario
Il riconoscimento giuridico dell’Associazione Unione dei Discendenti di Italiani nel Mondo (A.U.D.I.M.) il 4 luglio 2025 rappresenta una pietra miliare nell’organizzazione della diaspora, e la messa in luce della problematica relativa alle conseguenze nefaste della Nuova Legge sulla Cittadinanza 74/2025, che attualmente affligge una vasta massa di discendenti italiani.
Mentre lo Stato italiano propende per un modello di “legame effettivo” e territorialità, associazioni come quella presieduta da Ailen Acevedo mantengono viva la difesa dello iure sanguinis come diritto identitario inalienabile. La registrazione ufficiale dell’A.U.D.I.M. a Roma le conferisce la legittimità necessaria per agire come “braccio giuridico” dei discendenti nel cuore del processo decisionale politico in Italia.
